Plateau Sigma – ” White Wings Of Nightmares “


By Andrea Galuzzi (Keep on Doom Metalling)

Nuovamente dalla mia camera cittadina in questa calda Domenica di Maggio, sono qui a scrivere una recensione che sinceramente mi ha messo davvero in difficoltà, perché una band come i Plateau Sigma non mi era mai capitata sotto mano.

I Plateau Sigma sono un progetto nato nel 2010 all’insegna del Doom e del Dark, rubacchiando qua e là nella formazione di un loro, funereo e personalissimo stile. Inutile parlare di influenze, diventerei prolisso e sarebbe un discorso quasi inutile, perché questi ragazzi hanno fatto qualcosa di esterno a ciò che le nostre orecchie (di metallari accaniti) hanno già sentito, e i più esperti converranno con me; se poi questa novità funzionerà ce lo diranno solo il tempo e il pubblico, ma nella mia modesta opinione di recensore mi sento magnetizzato dalle atmosfere evocate dal gruppo in questione.

Le atmosfere del loro primo demoWhite Wings Of Nightmares” (Titolo davvero d’impatto) sono a dir poco lugubri, e solo a questo proposito vorrei proporre un paragone eccellente: atmosfere così ben rese mi ricordano quelle di The Grand Conjuration degli Opeth, probabilmente la mia canzone Death Metal preferita; questo per trasmettere a voi che state leggendo questa recensione un chiaro segnale di quanto questi ragazzi si siano già spinti in avanti nella potenza emotiva dei loro brani. Passando ora ad un discorso più tecnico, ci vengono presentate due chitarre, entrambe molto solide, con la ritmica potentissima e davvero prepotentemente Death e la solista altrettanto grintosa, ma che di frequente ci delizia con delle frasi di sublime delicatezza Doom; il basso contribuisce in maniera determinante alla creazione delle atmosfere di poetica cupezza.

Un discorso a parte va fatto sia per la voce che per la batteria: in primo luogo, voglio fare i complimenti al batterista che gestisce con coscienza innata anche più cambi di ritmo all’interno dello stesso brano, creando così una base solidissima su cui gli altri strumenti possono agilmente appoggiarsi. 

Per le voci, come nella maggior parte dei casi, i Plateau Sigma ne presentano una melodica e una in Growl. Per la prima posso dire che è molto pertinente e regge bene queste atmosfere così difficili, ma devo muovere una critica: senza che nessuno me ne voglia, a volte la pronuncia inglese lascia a desiderare, quindi suggerirei una maggiore cura di questo aspetto non affatto secondario. Per la voce in Growl, invece, mi devo assolutamente inchinare, non tanto per la tecnica, di cui per altro non sono un esperto, ma per come viene sfruttato: la cadenza e lentezza che lo caratterizzano sono davvero uniche e particolari; hanno utilizzato il Growl in un modo che mi ricorda molto quello con cui Tom Waits utilizza la sua meravigliosa voce. 

Delle canzoni di White Wings Of Nightmares sono stato attratto dai pezzi che viravano maggiormente sul Doom che sul Death e credo che sia questa la strada che i Plateau Sigma debbano intraprendere, perché è ciò che più li caratterizza e In The Air, la prima canzone del demo è un chiaro esempio dell’innata predisposizione per tale genere. 

https://www.facebook.com/pages/Plateau-Sigma-/104328782974721

https://plateaumusic.bandpage.com/

Annunci

Sour Muffin : sorprendentemente coinvolgenti


sour muffin band

A cura di Tommaso Meazza

Oggi vi parliamo dei Sour Muffin, gruppo ligure (di Alassio per la precisione) dal genere e dalla line-up difficili da definire, ma non per questo meno validi. La formazione della band è infatti cambiata svariate volte a causa di erasmus e altri trasferimenti in terra iberica; per quanto riguarda il loro genere, definire i Sour Muffin un semplice gruppo alternative/indie rock sarebbe restrittivo. Il quartetto può essere inquadrato in un ottica grunge/post-punk, con melodie comunque coinvolgenti e testi emblematici e divertenti. Essi stessi ammettono di ispirarsi ad una molteplicità di formazioni eterogenee spaziando dai Talkin Heads ai Nirvana, dai più italiani CCCP agli Zen Circus; un paragone che mi sento di azzardare, al primo ascolto, è con i poco noti Mudhoney. Ma è forse il fatto stesso che i Sour Muffin non siano di facile categorizzazione a renderli sorprendentemente coinvolgenti. All’attivo hanno due EP, il più recente “Niente più banane solo cachi” e il primo lavoro, omonimo della band, “Sour Muffin”. 

Ciò che più mi ha colpito positivamente dell’ultimo EP è il fatto che 3 canzoni su 4 siano cantate in italiano, cosa ormai sempre più rara nei gruppi emergenti della nostra penisola. Il loro pezzo forte è però “Sharks”, cantato in lingua inglese, traccia carica di energia in cui le schitarrate la fanno da padrone. Il brano che ho apprezzato di più in questo EP è senza dubbio “Società in nome collettivo (Puffi s.n.c.)” che mi ricorda da vicino un misto tra i Marlene Kuntz e i Verdena; oltre alla genialità del titolo (Puffi s.n.c.) nel testo stesso si trovano buone citazioni come “calarsi le braghe per niente,un’abitudine a cui rinunciare se non sei in un bagno o in galera o sei un Marlon Brando da scopare”. 

Sempre in questo EP troviamo poi “(È) Quasi luna pienache ha ispirato il titolo dell’EP stesso e la versione rimasterizzata di “Sorriso, canzone che comincia a piacere dopo un paio di ascolti, con un testo veramente intrigante. Il loro primo lavoro, “Sour Muffin” vede sonorità più acerbe rispetto al più recente; notevoli sono “Otis interstellar view from abroad, in cui la chitarra torna prepotentemente a farla da padrone e “Shining Espagna, paese, la Spagna, che ha segnato le sorti del gruppo, oltre alle versioni primordiali delle già citate Sharks e Sorriso. Unica pecca di questo lavoro è, a mio personalissimo avviso, l’utilizzo della lingua inglese, che talvolta può tarpare le ali a band emergenti con un buon potenziale come loro.

Ne esce comunque un giudizio molto positivo, basato sia sulle sonorità che sui testi che sulla simpatia del gruppo. I pezzi sono ascoltabili gratis in streaming tramite la loro pagina di Soundcloud.

https://soundcloud.com/sour-muffin

https://www.facebook.com/sourmuffin