Una nuova band dalla Liguria, ecco i Blue Beat


band liguria
by Doxyeah
Chi dice che, ormai, ai giovani non piace più la buona musica? Con l’ascolto di questo gruppo di ragazzi sicuramente molti cambieranno idea su questo luogo comune ormai diffuso nelle menti di molti (finti, scontati e vecchi) critici musicali. Fanculo al resto, a noi Fabrizio De Andrè piace e molti ne sanno prendere spunto davvero bene, l’esempio che sto per porvi è di altissimo livello, i Blue Beat. Il più “vecchio” è del 1992, giovanissimi è dir poco. Loro sono Stefano Cassano, Matteo Murgia, Tullio Traverso e Martina Vinci.Portano sulle spalle anni di esperienze sia di studio che di palchi e le esprimono in pieno nelle loro voci, nelle loro chitarre; ah dimenticavo, non hanno batteria, non hanno basso, sono in acustico; inizialmente l’utilizzo di altri strumenti come batteria, basso e tastiere non convinceva a pieno la band, così dal 2010 scelgono di dar vita ad un trio di voci e chitarre, acustica ed elettrica, con l’aggiunta di una sola voce femminile. Dall’ esperimento  nasce un buon ensamble musicale che permette di esprimere al meglio il carattere del gruppo, e che carattere! La passione per il cantautore d’eccellenza italiano, De Andrè, li porta ad eseguire varie cover, “Via del campo”, “La canzone dell’amore perduto” sono solo due esempi. Non si ferma qui però l’apertura musicale e mentale dei ragazzi, ascoltatevi “I’ve just seen a face”, originale dei Beatles, riproposta da questi ragazzi. Spettacolo.
Il massimo per me lo raggiungono in una cover, perfetta, ideale, sognatrice, e perché no, migliore dell’originale: “I’m yours” di Jason Mraz. Questi ragazzi sono 100 anni avanti.Siete curiosi di sapere dove questi giovincelli si sono esibiti? Dicembre 2009 esibizione presso il centro commerciale Fiumara Genova per la manifestazione di solidarietà” TRE GIORNI PER IL TELETHON”, Giugno 2009 concerto benefico per i terremotati dell’Abruzzo presso il teatro di San Gottardo, Maggio 2010, 1° posto al Talent Show “Leo’s Got Talent” organizzato dal liceo scientifico Leonardo da Vinci al teatro Politeama Genovese al quale partecipò anche il noto gruppo genovese i “Buio Pesto”, 3 serate per il Telethon presso il Centro Civico Buranello, 3 concerti presso il “Cancello del Cinabro” di Sampierdarena, noto palco del panorama musicale genovese.
by Doxyeah

Adesso vi lascio con un consiglio, che cazzo aspettate a contattarli? Eccovi l’email, non avete scuse. bluebeatgenovabb@gmail.com      

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Raphael and Eazy Skankers


Raphael and Eazy Skankers

Raphael and Eazy Skankers

Il viaggio musicale di Raphael Emmanuel Nkereuwem (nato a Savona nel 1986 da padre nigeriano e madre italiana) inizia nel 2002 quando con l’amico e bassista Andrea Bottaro fonda la reggae band EAZY SKANKERS. Con una formazione di sei elementi ed un sound a metà tra roots reggae ed il reggae moderno, Raphael & Eazy Skankers intraprendono da subito un’intensa attività live, sia come headliner che come gruppo spalla. Già nei primi anni hanno la possibilità di aprire ad artisti come Otto Ohm, Persiana Jones e Tonino Carotone. Nel 2004 partecipano al Rototom Sunsplash esibendosi sul palco dell’area Showcase, mentre l’anno seguente, in seguito alla vittoria nell’European Reggae Contest, si aggiudicano l’esibizione sul palco principale del festival, nella serata che vede come ospiti i Black Uhuru. Sempre nel 2005 partecipano inoltre al Bornasco Reggae Festival, assieme ai tedeschi Culcha Candela, ed hanno l’onore di aprire uno degli ultimi concerti dell’ormai scomparso Desmond Dekker, guadagnandosi il rispetto di “the king of ska” e delle oltre 2000 persone presenti a Genova all’evento. Nel 2006 la band vince il contest per l’Arezzo Wave Love Festival, esibendosi sul main stage, nello stadio comunale di Arezzo, assieme ad artisti del calibro di Sin’ad O’Connor, Giuliano Palma & The Bluebeaters, Gogol Bordello e Babazula. Lo stesso anno Raphael partecipa al concorso per voci e volti nuovi a Castrocaro, arrivando a classificarsi fra i primi 12 su un migliaio di partecipanti da tutta Italia, ed esibendosi in prima serata alla finale del suddetto festival , in onda su Rai 1. Nell’estate del 2007 il gruppo calca il palco del Goa Boa Festival, all’Arena del Mare di Genova, in apertura del giamaicano Junior Kelly. Partecipano a svariati festival. Il 2007 vede anche il primo viaggio di Raphael in Giamaica, all’approfondimento della cultura Rasta così profondamente legata all’Africa, e della musica giamaicana. Dopo la pubblicazione di alcuni EP durante gli anni precedenti, nel 2008 la band si reca a Kingston, capitale della Giamaica, per la registrazione del primo album: “To The Foundation”. Registrato presso il leggendario Tuff Gong Studio e masterizzato allo Sterling Studio di New York, nel disco spiccano le collaborazioni con Michael Rose, Lutan Fyah e Mr. Perfect, oltre che quella tecnica di Roland McDermott (chief engineer del Tuff Gong e già tecnico di Damian e Julian Marley, Gentleman, Junior Kelly) che ne cura il mix. Il disco è successivamente distribuito in Italia da giugno 2009 da Jahmekya/Self music. Contemporaneamente, lo stesso anno, continua l’attività live della band tra cui le partecipazioni alla prima Festa Del Sole di Genova, e sul main stage del festival Balla Coi Cinghiali subito prima della cantante Meg.
 
 
Il 2009 è il primo anno di promozione del disco e porta Raphael & Eazy Skankers ad aprire una data del tour di Cocoa Tea e Turbulence a Genova e, giungendo tra i 12 finalisti (tra i più di 2000 iscritti) della rassegna Primo Maggio Tutto l’anno, a partecipare alle finali nazionali a Roma. Si esibiscono inoltre per la seconda volta al Borberock Festival di Alessandria, con gli Stiliti, alla festa di Reggae Radio Station al Magnolia di Milano, in una intervista/concerto live in diretta su LifeGate Radio con Bunna all’Acua Club di Torino ed al Filagosto Festival in apertura degli Easy Star All Star. A fine anno Raphael si ritira nuovamente in Jamaica per alcuni mesi durante il quale lavora ai suoi due primi singoli da solista, il reggaeton ” Shake yuh body” ed il pezzo R&B “Perfectly Together” con l’etichetta Nutune Productions. Parallelamente il gruppo comincia l’attività di backing band suonando con i cantanti giamaicani Eazy Wayne, Ras Zacharri e l’anglo-caraibico Blackout Ja. Nel 2010 Raphael & Eazy Skankers continuano la promozione di To The Foundation, alcuni singoli vengono passati da molte radio indipendenti ed anche da Radio RAI 3, molti i concerti nei clubs e nei festival estivi (Lustando Festival, assieme agli Africa Unite, Entoforte Festival prima di Bitty Mclean, l’apertura del concerto genovese degli storici Toots & the Maytals…). Raphael si esibisce anche in showcase style a fianco di numerosi Sound System e Dj, toccando l’inghilterra in primavera (Birmingham a fianco del sound genovese Groove Yard ospiti del sound di casa JAM JAH, Bristol e Londra con Ramboy Selecta, Dj, promoter e conduttore radiofonico salentino trapiantato in UK). Da diversi anni porta in giro con l’amico e cantautore Zibba lo show “Double Trouble” tributo a Bob Marley in duo acustico, al quale dalla fine del 2010 si aggiunge Bunna (Africa Unite). Col progetto “Double Trouble feat. Bunna” si esibirà in molti palchi delle principali città italiane. Inizia anche la collaborazione di Raphael con l’etichetta modenese Bizzarri Records , che vede l’uscita dei singoli in free download “In love with the ras”, “Number one” e “So high” ; l’estate 2010 vede anche due esibizioni ospite della Livity Band a fianco dell’artista Lion D, al Vitulano folk festival in campania ed al MUSICAW Festival a Pisa. Il 2011 vede la realizzazione del secondo disco degli EAZY SKANKERS, ” CHANGES” , registrato e mixato al Dub the demon studio di Madaski (Africa Unite) dove spiccano le combinations con Lion D, Bunna e Blackout JA, e la collaborazione con Papa Nico alle percussioni, Mr. T-bone, Piri & Pera degli africa ai fiati …A maggio la band si aggiudica la finale nazionale del Rototom Sunsplash Reggae Contest al circolo Magnolia di Milano, e si reca alle finali europee al Razzmatazz di Barcellona, classificandosi al 4 posto. Il 2012 si apre con la pubblicazione su vinile di “Good Old Vibes ” , singolo di Raphael per l’etichetta inglese Peckings Studio One, e con la realizzazione dell’EP ” My name is Raphael” con Bizzarri records, otto tracce in free download… e molte novità in arrivo !   
http://www.mynameisraphael.com/ 
https://www.facebook.com/pages/Eazy-Skankers/67634224410
Tutte le bands di Savona e dintorni interessate a comparire sul nostro blog, veder pubblicate recensioni ed eventi possono scrivere ed inviare il loro materiale audio, video, bio, foto e link all’indirizzo di posta elettronica  antipop.project@gmail.com e verrete inseriti su Savona Alternativa!!
 
 
 

 

Savona Alternativa: ecco i concerti italiani della settimana – I Blastema live@Soleluna Beach di Albissola Marina(SV) Sabato 12 Gennaio – Repubblica.it


 

Tanta musica italiana e gli Incognito: tutti i concerti della settimana - Repubblica.it

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In occasione della ormai imminente “fine del mondo” Savona organizza feste e concerti a tema in rivera e nell’entroterra – savona.mentelocale.it


 

21 dicembre 2012, fine del mondo? Feste ed eventi in provincia di Savona

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Hope you’re fine blondie su Savona Alterntiva: recensione di una band con attitudine rock nel sangue ed Essenzialità con la E maiuscola


Gli HOPE YOU’RE FINE BLONDIE l’ attitudine al rock ce l’hanno. Eccome. Di questo duo trevigiano ci è subito piaciuto anche il nome! Formatosi nell’estate 2011 la band è composta da Paolo Forte, chitarra e voce Luca Ramones, drum e voice E’ un gruppo che  si basa sull’Essenzialità con la E maiuscola. E’ un’   emozione molto primordiale  quella che provo tuttora dopo l’ ascolto del loro lavoro: un prodotto ad ogni modo che  si distingue dalla marea di band anonime del Nord-est. Certo degli HOPE YOU’RE FINE BLONDIE si può discutere la qualità di alcuni pezzi ma  energia e sincerità non mancano mai o meglio dire: I ragazzi hanno le palle e ce le fanno sentire ((sarà un caso che anche la copertina del loro primo disco omonimo comincia dalla cintura in giù?…questa non pubblicatela ragazzi !!). Il disco è composto da sette brani sulla pagina web classificati come alternative-grunge. Ci è venuto subito il dubbio che invece del l’etichetta grunge forse sta per “garage”, sia per il sound che per la forma corta e non pretenziosa dei pezzi. Nel grunge è difficile dire quello che si ha da dire in due minuti e mezzo invece nel garage come nel punk meno di tre minuti sono la durata ideale di un espressione autentica. Non fatevi ingannare da quel leggero accenno nel vibrato del singer che ci porta per brevi istanti al Renga più inkazzato ( ai tempi dei Timoria!!) Un disco breve, intenso, gradevole quello dei HOPE YOU’RE FINE BLONDIE  che però non da l’impressione di essere cosi breve, quanto effettivamente è !!! Chi sa perché ?  Rifletteteci,,,,forse  gli HOPE YOU’RE FINE BLONDIE versione garage invece di questa attuale grunge ci sarebbe piaciuta ancora di più….da provare …Vi segnaleremo i loro concerti ad ogni modo !  Avanti,,,i prossimi…
(B.B.)
Il primo pezzo semplicemente chiamato “Uno” è  il  tipico brano garage. Comincia con un graffiante riffone che continua nelle due strofe « Cosa cerci non so … Non mi frego di quello che dici…».Forma compatta dall inizio alla fine  senza essere monotono.
 
 “MpG” – è alternative-grunge- e si sente dalle prime parole e dagli accordi  « E” solo ruggine … » dice il testo e   scovi grunge anche nella ritmica:ambientazione chitarristica sulla strofa e il ritornello che esplode con tanto di grunge-noise !!!
 
 “Perfetta” – il riff più bello e fantasioso del disco. Una semplice batteria  indie rock alla quale si uniscono una chitarra e il semplice clap delle mani. E quello che ci vuole ! Perfetta. Per far finire i due minuti di questo pezzo vengono scaraventati in un limbo ad alte frequenze ad libitum….
 
La quarta e quina traccia sono rispettivamente “Castore” e “Polluce”, due brani insoliti con una forma abbastanza eclettica, come il testo di Castore metà inglese e metà italiano, mentre invece Polluce è strumentale.
 
In ultimo, “Il Diavolo” e “HYFB”, i ragazzi dimostrano che non solo hanno le palle ma che sanno anche suonare….

 

Surak: ritratto un artista originale


 Imbattersi nella musica dei Surak è un’esperienza profonda e inusuale.“Space Invaders” è un lavoro coraggioso e potente, rarefatto e maturo; un risultato ottenuto  da idee precise e non declinabili.Le tracce ricordano una foresta di mangrovie piena di vita,nascosta tra acqua e terra dove la luce penetra fioca e dove la bellezza va ricercata con pazienza. Fermarsi al primo ascolto è il modo migliore per perdere la semplice  complessità che i Surak propongono immettendosi tra gli interstizi non classificabili, né ambient,né colonna sonora, ma soltanto (si fa per dire) atmosfere. I Surak ci propongono una sorta di tela bianca, sulla quale toccherà a noi poter dipingere la  nostra idea.Quello dei Surak è, tra l’altro, un progetto molto recente essendo nato nel 2012 e se è vero che la musica racconta le sensazioni del tempo in cui viene composta,allora “Space Invaders” ricalca molto bene le sensazioni del nostro presente, fatto di silenzi, incertezze, rarefazione e con un orizzonte velato che ci nasconde il futuro.Le 13 tracce del lavoro di Danilo Fittipaldi & soci si muove tra psichedelia,il vasto mondo di Brian Eno,i Tortoise e tanti altri….La malinconia che ne traspare è  di certo catartica ma permette persino  all’ ascoltatore più infimo di lasciare tutto da parte e di  dedicarsi  finalmente alla contemplazione e alla ricerca cerca della bellezza come unica fonte di salvezza.                  Matteo Bellotto

Il progetto Surak nasce nel marzo 2012 per mano di Danilo Fittipaldi. Il 14 giugno esce il primo disco, totalmente autoprodotto. L’album contiene 13 pezzi e i generi principali sono l’ambient, il post-rock, lo space rock, il tutto declinato con sfumature elettroniche. Tra le influenze musicali principali si possono annoverare Brian Eno, Pink Floyd, Mogwai, Radiohead, Archive, Boards Of Canada, Air, David Sylvian, Yann Tiersen, Sigur Ros.

http://www.facebook.com/00Surak00