Danilo Vignola e Giovanni Didonna con il loro Revolver TOUR!


Dan & gio

Modernità e fusione interculturale con strumenti non convenzionali, riadattati in virtuosismi tecnico strumentali di ukulele e percussioni. E’ la formula vincente , consolidata; con cui L’ukulele di Danilo Vignola insieme alle percussioni di Giovanni Didonna seduce il pubblico dell’”ukulele Revolver tour”.

Streaming Disco

http://effetticollaterali.bandcamp.com/album/danilo-vignola-ukulele-revolver-ethnopunk-records-effetticollaterali-records-diy-2014

Il celebre duo lucano, è considerato uno dei baluardi più insigni della sperimentazione musicale e culturale, meritevoli di aver concepito uno spettacolo originale , unico nel suo genere e li troveremo il:

09 Aprile alla “Libreria delle Erbe” in Piazza delle Erbe 25/r GENOVA

Noto caffe letterario Genovese che accumuna eventi di letteratura e musica in un contesto di intimo coinvolgimento verso l’arte.

10 Aprile al “MEMO Restaurant Music Club” in Via Monte Ortigara 30, MILANO

MEMO restaurant, è un raffinato club Musicale ambientato in un ex cinema teatro. Il progetto curato dall’architetto Memo Colucci ha creato un locale di grande fascino , con cucina, salotti al piano Galleria un luogo dove trascorrere una intera serata all’insegna di musica e cucina.

Gli spettacoli al MEMO sono un vero e proprio viaggio nel tempo, che prende vita dalla continua ricerca storica e dalla cura riservata ad ogni piccolo particolare, sono trattati molti temi dello spettacolo con molti generi artistici e musicali.

11 Aprile al “Combo Music Club” in Via Mannelli, 2, FIRENZE

Combo Music, 400 metri quadri di spazio creativo dedicato ai giovani, musica 7 giorni su 7. Un ricco programma di concerti con ampio spazio alle combinazioni musicali. Combo si pone come una vera e propria casa della musica per sviluppare progetti, scambiare idee e dare vita a nuove sinergie tra gli artisti.

16 Aprile al “SAMO” in Corso Tortona 52 TORINO

SAMO è un Circolo Arci all’interno di una grande struttura, nella quale si respira aria impregna di arte e cultura. Gli eventi spaziano da mostre di pittura, scultura, teatro, street art ed eventi musicali di qualità. SAMO é il terzo step del percorso di rigenerazione urbana intrapreso, nel maggio 2012, con il progetto SAM Torino e proseguito nel giugno 2013 con il progetto BAM Bergolo-Levice. L’anima di SAMO é la comunità, un contenitore all’interno del quale le idee/proposte di chi partecipa si incontrano

17 Aprile ….. a “Il Peocio Circolo Ricreativo Culturale” Via Belvedere 31, Trofarello (TO)

Il Peocio Circolo Ricreativo Culturale affiliato msp Italia offre molteplici attivita’ culturali con un occhio di riguardo alla musica, parte integrante dell’attività del circolo che si impegna costantemente nel proporre grandi nomi del passato e del presente. Il circolo nasce nel giugno del 1996 da un’idea di Tony; ben presto Il Peocio diventa ed è tutt’ora, un punto di riferimento per gran parte dei musicisti di Torino e provincia.

22 Aprile alla “Taverna Zaccaria” in Vico S. Cosimo 3, GENOVA

La Taverna Zaccaria, chiamata comunemente la taverna dei Poeti, è un intimo locale che sorge all’interno di quella che era un’antica bottega medioevale, caratterizzata da volte in mattoni rossi e da muri grezzi.

23 Aprile a “Il Maglio” in Via Andreis 18 Cortile del Maglio TORINO

A due passi dal centro ,nel cuore dello storico quartiere Borgo Dora si trova “IL MAGLIO”, un spazio ricco di design , attivo dall’aperitivo a tarda notte e che si afferma come fucina di eventi, musica e spettacoli.

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Sour Muffin : sorprendentemente coinvolgenti


sour muffin band

A cura di Tommaso Meazza

Oggi vi parliamo dei Sour Muffin, gruppo ligure (di Alassio per la precisione) dal genere e dalla line-up difficili da definire, ma non per questo meno validi. La formazione della band è infatti cambiata svariate volte a causa di erasmus e altri trasferimenti in terra iberica; per quanto riguarda il loro genere, definire i Sour Muffin un semplice gruppo alternative/indie rock sarebbe restrittivo. Il quartetto può essere inquadrato in un ottica grunge/post-punk, con melodie comunque coinvolgenti e testi emblematici e divertenti. Essi stessi ammettono di ispirarsi ad una molteplicità di formazioni eterogenee spaziando dai Talkin Heads ai Nirvana, dai più italiani CCCP agli Zen Circus; un paragone che mi sento di azzardare, al primo ascolto, è con i poco noti Mudhoney. Ma è forse il fatto stesso che i Sour Muffin non siano di facile categorizzazione a renderli sorprendentemente coinvolgenti. All’attivo hanno due EP, il più recente “Niente più banane solo cachi” e il primo lavoro, omonimo della band, “Sour Muffin”. 

Ciò che più mi ha colpito positivamente dell’ultimo EP è il fatto che 3 canzoni su 4 siano cantate in italiano, cosa ormai sempre più rara nei gruppi emergenti della nostra penisola. Il loro pezzo forte è però “Sharks”, cantato in lingua inglese, traccia carica di energia in cui le schitarrate la fanno da padrone. Il brano che ho apprezzato di più in questo EP è senza dubbio “Società in nome collettivo (Puffi s.n.c.)” che mi ricorda da vicino un misto tra i Marlene Kuntz e i Verdena; oltre alla genialità del titolo (Puffi s.n.c.) nel testo stesso si trovano buone citazioni come “calarsi le braghe per niente,un’abitudine a cui rinunciare se non sei in un bagno o in galera o sei un Marlon Brando da scopare”. 

Sempre in questo EP troviamo poi “(È) Quasi luna pienache ha ispirato il titolo dell’EP stesso e la versione rimasterizzata di “Sorriso, canzone che comincia a piacere dopo un paio di ascolti, con un testo veramente intrigante. Il loro primo lavoro, “Sour Muffin” vede sonorità più acerbe rispetto al più recente; notevoli sono “Otis interstellar view from abroad, in cui la chitarra torna prepotentemente a farla da padrone e “Shining Espagna, paese, la Spagna, che ha segnato le sorti del gruppo, oltre alle versioni primordiali delle già citate Sharks e Sorriso. Unica pecca di questo lavoro è, a mio personalissimo avviso, l’utilizzo della lingua inglese, che talvolta può tarpare le ali a band emergenti con un buon potenziale come loro.

Ne esce comunque un giudizio molto positivo, basato sia sulle sonorità che sui testi che sulla simpatia del gruppo. I pezzi sono ascoltabili gratis in streaming tramite la loro pagina di Soundcloud.

https://soundcloud.com/sour-muffin

https://www.facebook.com/sourmuffin

 

P.o.o.l.s.=Psychopathologists Of Ordinary Life


L’ascolto di un disco che ti incuriosisce viene sempre fatto nel primo posto in cui ti trovi; con le cuffie malconce che hai in tasca e quasi sempre quando  non hai la testa preparata per dei pezzi scritti da questi pazzi che pensavo si chiamassero “piscine”,  in inglese…  e invece no… sono i P.O.O.L.(s) =Psychopathologists Of Ordinary Life! Non mi aspettavo di certo nulla di ordinario e infatti, non a caso, il tutto parte con una chitarra distorta solista che introduce la cattiva “Bloody Hands”che oltre alle mani ti fa insanguinare persino l’udito !!! sound insistentemente distorto e una linea vocale decisa ma  allo stesso tempo oscura e inquietante come una “creatura  anomala firmata dal marchio di Dio” (You abnormal creature signed by God’s mark) mi accompagnano in questo strano e tortuoso ascolto. Il disco ben  prosegue con il pezzo che ha fatto spostare di una sedia la vecchietta seduta al mio fianco  nell’ attesa che il bucato della lavanderia a gettoni dove mi trovi fosse finito. Sarà stato il volume eccessivo o la furia della band ???  (“Milgram’s Experiment”) Devo dire più che in questa più che un filone di ascolto “sui generis”, ho riconosciuto più stili  e influenze che si alternano: avevo quasi la sensazione di essere un dj impazzito ke avesse voglia cambiare random la stazione  durante l’ascolto; ho trovato, d’ altro canto una spinta  eccezionale in questa band. Bellissimi  incisi che mi producevano  una caxxo di voglia di riascoltare il tutto!  un synth anni ‘80  conduce inesorabilmente gli strumenti all’ altare, accompagnati da un coro, a braccetto con “The unstoppable narcisistic engine, devours your heart and brain”. Improvvisamente ecco arrivare dall’ infinito   le note dark di Robert Smith che  mi fanno entrare in una dimensione in cui non stavo da molto. Le melodie qui sono dolci e raffinate, quasi  ti cullano, fino ad  accompanarti dentro un’ esplosione di distorsioni, rafforzate da un una seziona ritmica che  pulsa quanto deve !!! il tutto intramezzato in varie  aperture eteree di un sinth. Questp synth mi fa riflettere… non molla mai quel suono …e mi ci sto persino affezionando… inizio ad essere confuso, questo terzo gioco di specchi (Mirrors Game) mi porta al penultimo pezzo… qui, la voce, mi ricorda un certo  Jim  che, accompagnato dal suo solito organo, e da quella batteria piena zeppa di piatti, mi rende ancor più spiazzato! La chitarra presente , tra le sue scale , ci porta al piano sopra di questo pezzo, di fronte alla porta del testo, giro la chiave, apro e leggo, capendo, che sono in un vicolo cieco  (The Blind Spot) dove giace la mia ignoranza; quest’ ultimo è un brano che   fantastica sensazione di spazi aperti e orizzonti lontanissimi, credo sia uno delle songs più personali dell’ intero album, vorresti non finisse mai. E’ come un bambino imperatore (The Child Emperor ) schiaccio di nuovo Play e riascolto “Of Hidden Things” dei P.O.O.L.(s). Pe viaggiare e per sudare.     FeedBackSound
www.thepools.bandcamp.com

I The P.O.O.L.(s) sono un gruppo italiano del milanese che propone un repertorio inedito di pezzi sull’onda del Post Progressive Rock. Nati nel 2010 con Mauro Carminati (Voce), Roland Erulo (chitarra), Massimiliano Bianchessi (Basso) e Mattia Uggè (Batteria) iniziano a scrivere i primi pezzi e registrano un primo Demo. Nel 2011 con l’ingresso di Federico Maggi (Tastiere) registrano il loro primo EP dal titolo Mimetic Anthropology (uscito a Luglio 2011) e iniziano con questo una lunga serie di concerti per condividere la propria musica ovunque fosse possibile. Dopo l’uscita del primo EP però Mattia lascia il gruppo e al suo posto entra Tommaso Mascheroni. Con il nuovo batterista e un nuovo anno davanti iniziano la composizione del loro secondo EP intitolato Of Hidden Things rilasciato a Ottobre 2012.
metto in allegato le foto e per completezza copio qua sotto il contenuto del file che vi avevo mandato, dentro ci sono: il link a una recensione fattaci da accordo.it, una biografia “alternativa” scritta nella famosa notte di ordinaria follia e la descrizione degli album 😉
Grazie mille, aspettiamo news 😉
 
Biografia Di Ordinaria Follia: The Story So Far
AVVERTENZE
Questo prodotto per contenuto e linguaggio non è adatto a persone intelligenti, per bene e che si lavano sempre i denti almeno tre volte al giorno. L’assunzione prolungata può portare a stati di confusione mentale, idiozia convulsiva e manifestazioni di affetto spontaneo verso sconosciuti.
CAPITOLO 1 Last Infinity
Era un tempo lontano quello in cui Roland sbagliava i primi accordi sulla chitarra, Mauro stonava le prime note e Massi litigava con la linea di basso di Comfortably Numb.
 Adesso NO!
CAPITOLO 2
Fatty, Skizzo e la prima DEMO. Ci furono molti cambiamenti: ora Mauro litigava con Comfortably Numb, Roland stonava le prime note e Massi sbagliava i primi accordi. Scherzi a parte, Mauro non litigava con Comfortably Numb, Mauro non litiga mai con nessuno. Con l’arrivo di Fatty alla seconda chitarra e Skizzo alla batteria i Last Infinity erano una vera band! Yeah! E iniziarono cosi a suonare decentemente qualche pezzo in una mal insonorizzata e mal fornita sala prove di provincia. Correva l’anno 2006. Le lunghe ed estenuanti prove portarono infine alla produzione di una demo che finì nel posto che meritava. Sapete quello che vogliamo dire.
CAPITOLO 3
Pugge, Zazu e Mimethic Anthropology. Molti anni passarono.Nel 2010 Roland, dopo aver ritrovato in un armadio la strada per la sua terra natia, la trovò avvolta nel Gelido Inverno della Regina Bianca. Ma questa è un altra storia.Dopo l’abbandono di Skizzo e un lungo periodo di pausa, i 4 si ritrovano e si ricompongono (abbiamo qui la testimonianza video di Antonio Riempitivo che ci ha chiesto di rimanere anonimo:  http://www.youtube.com/watch?v=UWEWzCvul6Q ).Dopo una pizza in compagnia raccattarono il primo barbone che trovarono come batterista. Fortuna vuole che il barbone in questione fosse il Pugge, un gran bravo pentolaio che vanta collaborazioni con Mastrota e Mondial Casa. Dopo la produzione di una nuova DEMO, finita in un posto vicino a quello che meritava la prima, Fatty decise di intraprendere la difficile via dello studente Erasmus. In uno dei momenti di depressione che seguirono la dipartita di Fatty, Roland, per consolare Massi gli sfregò il braccio e, come per incanto, dall’orifizio più nascosto di Massi proruppe una nube incantata che, PUFFFFF, si trasformò in Zazu, odierno tastierista e noto scroccone. Con lui il gruppo cominciò la stesura di un nuovo progetto, che divenne il primo EP, un concept album interamente autoprodotto, nonchè primo lavoro ufficiale della nuova formazione sotto al nome The P.O.O.L.(s).
CAPITOLO 4
Tommy e i giorni nostri.
I cinque durante una castagnata dell’oratorio, persero il pugge nel bosco. Decisero quindi di assumere a tempo indeterminato Tommy, figlio di una nota famiglia di pizzaioli e malavitosi, gente proprio con le mani in pasta. Inziarono così una lunga serie di concerti tra la provincia di Milano, di Bergamo e di Brescia.  A data presente, i nostri hanno appena concluso le registrazioni di un secondo EP: Of Hidden Things, che raccoglie vecchi brani e nuove idee.
Discografia
Mimetic Anthropology – Antropologia Mimetica
I The P.O.O.L.(s) si fanno portavoce della Teoria Mimetica, intuizione dell’antropologo Renè Girard, e attorno a questo perno costruiscono tutto l’album, dai testi all’atmosfera dei pezzi. Un viaggio dentro e oltre le origini dell’uomo,della violenza, del sacro e della cultura. Un disco a tinte nere come il mistero e rosse come il sangue. Squartamenti primigeni, rituali terrificanti celati dietro l’armonia, le grida delle vittime sussurranti verità che non si vogliono né si possono ascoltare: questi i temi presentati con cruda immediatezza. Una viziosa spirale di suono che sembra trascinare sempre più giù, verso l’ineluttabile Abisso. E solo alla fine il cerchio vien spezzato, la luce entra e con lei la Speranza: le mani tese nell’oscurità trovano ora appiglio.
Of Hidden Things
Si parla di cose Nascoste. Cose nascoste oltre la materia grigia dei cervelli dei cinque musicisti. Cose nascoste nell’infinito potenziale delle dita e delle corde vocali. Cose nascoste e dimenticate, scritte su un foglio a rapidi tratti di matita, o compresse dentro un impolverato archivio digitale. Cose nascoste che meritano di vedere la luce. I The P.O.O.L.(s) scavano nel loro passato recente e portano sotto agli occhi di tutti, e sopratutto alle orecchie, i lavori degli ultimi tempi. Questo lavoro porta ancora le insegne della Teoria Mimetica: Delle cose nascoste fin dalla fondazione del mondo è infatti il titolo della maggiore opera di Renè Girard. E infatti le note di Bloody Hands, già presente nel primo EP, introducono questo disco, come a indicare un origine comune. Anche in Milgram’s Experiment si scorge la striscia rossa della violenza, che fa da filo conduttore per tutto il precedente EP. Ma il nuovo lavoro muove passi in avanti: come tema principale ha quello della conoscenza, con pezzi come The Blind Spot e Mirrors Game, e sul ruolo del presente nella nostra vita, con The Child Emperor. In questo disco i toni sono meno duri e cupi, c’è più spazio per la sperimentazione e per atmosfere più dilatate e oniriche. L’idea della Band è quella di riunire successivamente sotto un solo titolo tutti i pezzi dei due EP, per farne un vero e proprio album che riguardi violenza e conoscenza, due aspetti che secondo il gruppo sono strettamente collegati.

Ciao Ragazzi


Benvenuti in Savonalternativa !

Avete un disco o una demo, recente o di vecchia età, vostra o di altri, che vi ha colpito e volete farci ascoltare ?

Inviatela , con una piccola bio e un paio di foto a: antipop.project@gmail.com

Recensiremo la vostra band su una vasta gamma di blog indicizzati che saranno commentati sulle nostre bacheche facebook, google plus, tewitter e friendfeed. Le band piu’ interessanti saranno passate sul podcast “Frank zapping” e su “Rock Radio Skultura”