In occasione della ormai imminente “fine del mondo” Savona organizza feste e concerti a tema in rivera e nell’entroterra – savona.mentelocale.it


 

21 dicembre 2012, fine del mondo? Feste ed eventi in provincia di Savona

21 dicembre 2012, fine del mondo? Feste ed eventi in provincia di Savona.

Hope you’re fine blondie su Savona Alterntiva: recensione di una band con attitudine rock nel sangue ed Essenzialità con la E maiuscola


Gli HOPE YOU’RE FINE BLONDIE l’ attitudine al rock ce l’hanno. Eccome. Di questo duo trevigiano ci è subito piaciuto anche il nome! Formatosi nell’estate 2011 la band è composta da Paolo Forte, chitarra e voce Luca Ramones, drum e voice E’ un gruppo che  si basa sull’Essenzialità con la E maiuscola. E’ un’   emozione molto primordiale  quella che provo tuttora dopo l’ ascolto del loro lavoro: un prodotto ad ogni modo che  si distingue dalla marea di band anonime del Nord-est. Certo degli HOPE YOU’RE FINE BLONDIE si può discutere la qualità di alcuni pezzi ma  energia e sincerità non mancano mai o meglio dire: I ragazzi hanno le palle e ce le fanno sentire ((sarà un caso che anche la copertina del loro primo disco omonimo comincia dalla cintura in giù?…questa non pubblicatela ragazzi !!). Il disco è composto da sette brani sulla pagina web classificati come alternative-grunge. Ci è venuto subito il dubbio che invece del l’etichetta grunge forse sta per “garage”, sia per il sound che per la forma corta e non pretenziosa dei pezzi. Nel grunge è difficile dire quello che si ha da dire in due minuti e mezzo invece nel garage come nel punk meno di tre minuti sono la durata ideale di un espressione autentica. Non fatevi ingannare da quel leggero accenno nel vibrato del singer che ci porta per brevi istanti al Renga più inkazzato ( ai tempi dei Timoria!!) Un disco breve, intenso, gradevole quello dei HOPE YOU’RE FINE BLONDIE  che però non da l’impressione di essere cosi breve, quanto effettivamente è !!! Chi sa perché ?  Rifletteteci,,,,forse  gli HOPE YOU’RE FINE BLONDIE versione garage invece di questa attuale grunge ci sarebbe piaciuta ancora di più….da provare …Vi segnaleremo i loro concerti ad ogni modo !  Avanti,,,i prossimi…
(B.B.)
Il primo pezzo semplicemente chiamato “Uno” è  il  tipico brano garage. Comincia con un graffiante riffone che continua nelle due strofe « Cosa cerci non so … Non mi frego di quello che dici…».Forma compatta dall inizio alla fine  senza essere monotono.
 
 “MpG” – è alternative-grunge- e si sente dalle prime parole e dagli accordi  « E” solo ruggine … » dice il testo e   scovi grunge anche nella ritmica:ambientazione chitarristica sulla strofa e il ritornello che esplode con tanto di grunge-noise !!!
 
 “Perfetta” – il riff più bello e fantasioso del disco. Una semplice batteria  indie rock alla quale si uniscono una chitarra e il semplice clap delle mani. E quello che ci vuole ! Perfetta. Per far finire i due minuti di questo pezzo vengono scaraventati in un limbo ad alte frequenze ad libitum….
 
La quarta e quina traccia sono rispettivamente “Castore” e “Polluce”, due brani insoliti con una forma abbastanza eclettica, come il testo di Castore metà inglese e metà italiano, mentre invece Polluce è strumentale.
 
In ultimo, “Il Diavolo” e “HYFB”, i ragazzi dimostrano che non solo hanno le palle ma che sanno anche suonare….

 

Surak: ritratto un artista originale


 Imbattersi nella musica dei Surak è un’esperienza profonda e inusuale.“Space Invaders” è un lavoro coraggioso e potente, rarefatto e maturo; un risultato ottenuto  da idee precise e non declinabili.Le tracce ricordano una foresta di mangrovie piena di vita,nascosta tra acqua e terra dove la luce penetra fioca e dove la bellezza va ricercata con pazienza. Fermarsi al primo ascolto è il modo migliore per perdere la semplice  complessità che i Surak propongono immettendosi tra gli interstizi non classificabili, né ambient,né colonna sonora, ma soltanto (si fa per dire) atmosfere. I Surak ci propongono una sorta di tela bianca, sulla quale toccherà a noi poter dipingere la  nostra idea.Quello dei Surak è, tra l’altro, un progetto molto recente essendo nato nel 2012 e se è vero che la musica racconta le sensazioni del tempo in cui viene composta,allora “Space Invaders” ricalca molto bene le sensazioni del nostro presente, fatto di silenzi, incertezze, rarefazione e con un orizzonte velato che ci nasconde il futuro.Le 13 tracce del lavoro di Danilo Fittipaldi & soci si muove tra psichedelia,il vasto mondo di Brian Eno,i Tortoise e tanti altri….La malinconia che ne traspare è  di certo catartica ma permette persino  all’ ascoltatore più infimo di lasciare tutto da parte e di  dedicarsi  finalmente alla contemplazione e alla ricerca cerca della bellezza come unica fonte di salvezza.                  Matteo Bellotto

Il progetto Surak nasce nel marzo 2012 per mano di Danilo Fittipaldi. Il 14 giugno esce il primo disco, totalmente autoprodotto. L’album contiene 13 pezzi e i generi principali sono l’ambient, il post-rock, lo space rock, il tutto declinato con sfumature elettroniche. Tra le influenze musicali principali si possono annoverare Brian Eno, Pink Floyd, Mogwai, Radiohead, Archive, Boards Of Canada, Air, David Sylvian, Yann Tiersen, Sigur Ros.

http://www.facebook.com/00Surak00